Quando è nata la Coca Cola: storia e curiosità

La Coca Cola è uno dei prodotti con maggiore mercato in tutto il mondo. La bibita gassata analcolica più famosa e amata. Insomma, difficile trovare qualcuno a cui la Coca Cola non piace. Ma quale storia si nasconde dietro a questa bevanda così conosciuta ed apprezzata? 

Sappiamo tutti che la sua vera ricetta è un segreto che resta all’interno dell’azienda che la produce, un successo decennale, per la bottiglietta dell’etichetta rossa e bianca. Ma quando è nata la Coca Cola? Cosa l’ha resa così celebre? Forse il segreto della sua formulazione? Lo possiamo scoprire in questa breve guida. 

Quando è nata la Coca Cola: le origini

La Coca Cola nasce come un rimedio per il mal di testa e per il senso di stanchezza. Creata da un farmacista nel lontano 1886 che la ideò come un vino di coca, una miscela che si componeva di vino e foglie di coca, che era molto utilizzata in Europa. Solo in un secondo modello l’alcool venne sostituito da un estratto delle noci di cola, una pianta di origine tropicale non dannosa per la salute. 

Il nome attuale della bevanda nasce dall’abbinamento dei due ingredienti principali, quindi la coca e la cola. Il primo dei due elementi venne poi bandito. L’inventore della Coca Cola, Pemberton, accumulò non pochi debiti e il suo bisogno di denaro lo portò a vendere il marchio ad Ala Candler un uomo d’affare che volle sviluppare la bevanda. 

Il nuovo proprietari capì quanto era importante la pubblicità per la diffusione della bibita. Nel 1919 si ha la quotazione in borsa della Coca Cola e in quel momento il marchio divenne un vero e proprio business. 

In Italia

La Coca Cola arrivò presto in Italia dove raccolse molti apprezzamenti in poco tempo. Nonostante un’epoca in cui l’evoluzione non andava veloce come nel mondo moderno, la diffusione di questa bevanda fin veramente molto rapida. 

Proprio nel 1919 si ha la registrazione del marchio in Italia e nel 1927 la Società Romana Acque Gassose inizia ad imbottigliarla. Sempre in Italia avvennero le riprese di una pubblicità che accosta la Coca Cola al Natale. 

Era il 1931 quando per la prima volta apparve la pubblicità di Babbo Natale che beve Coca Cola e proprio da qui deriva l’accostamento. 

Curiosità e ricetta

Ebbene qualcuno ancora oggi si chiede se la Coca Cola contiene droga, una domanda lecita considerando la prima versione della bevanda. Ma ad oggi, ovviamente la bevanda non contiene alcun elemento riconducibile a una qualsiasi forma di droga. 

In una lattina da 33 cl ci sono ben 35 grammi di zucchero salvo poi scegliere versioni light che da qualche anno hanno invaso il mercato. Il celebre logo fu creato quasi per caso nel 1886 da contabile dell’azienda Frank Mason Robinson. Un logo che cela anche una leggenda metropolitana. Infatti, qualcuno narra che osservando la scritta Coca Cola allo specchio si potrebbe interpretare l’immagine come una frase in lingua araba che contiene un messaggio contro la cultura islamica: “No a Maometto, No alla Mecca, no alle preghiere”. Un po’ anacronistica come leggenda.  

E la formulazione della bevanda? Beh, in realtà è un segreto, quindi non te lo possiamo proprio dire.

Onlyfans come funziona e come iscriversi

Onlyfans è una piattaforma creata per l’intrattenimento che propone diverse tipologie di contenuti digitali su vari argomenti, dalla musica ai contenuti vietati agli under 18, passando anche per videogames e video divertenti. Questo sito è diventato un vero e proprio fenomeno sia perché da la possibilità, quasi a tutti, di aprire un profilo e d’iniziare a guadagnare cifre elevate, sia perchè non è presente alcune forma di censura.

Tuttavia, per avere successo su Onlyfans bisogna sapere come funziona e come utilizzarlo nel modo giusto. 

Onlyfans, come funziona il social più redditizio del web

Complice anche l’isolamento causato dalla pandemia da Covid-19, Onlyfans è diventato un vero e proprio fenomeno da studiare. Basta pensare che la rapper Bhad Bhabie ha guadagnato cifre a tripli zero dopo aver aperto un account su questa piattaforma dove i vari “creator” possono pubblicare contenuti, da semplici messaggi, foto, video in streaming a cui i fan possono accedere pagando un abbonamento.

Il funzionamento di Onlyfans non è molto diverso dai social a cui si è già abituati, per iscriversi, ad esempio, basta visitare il sito ufficiale Onlyfans.com e inserire la combinazione di email e password. Dopo aver dato conferma si potrà scegliere il nome utente. 

Sono i creator, ovvero coloro che realizzano i contenuti, a decidere qual è il costo dell’abbonamento che i fan dovranno sostenere: si tratta di formule mensili o annuali che oscillano da un minimo di 4,99 dollari a un massimo di 49,99 dollari al mese. Per trasformarsi da semplice utente e diventare creator, ovvero per iniziare  a guadagnare qualcosa su Onlyfans, basta inserire le informazioni di pagamento, come l’IBAN del proprio conto corrente. 

Onlyfans, come funziona il guadagno con le mance 

Oltre agli abbonamenti, i creatori di contenuti digitali su Onlyfans possono guadagnare anche grazie alle mance, dette tip in inglese. Infatti, ogni utente può cliccare l’icona a forma di dollaro per inviare del denaro al creator. Si tratta di un ottimo modo per arrotondare i propri introiti e che viene utilizzato spesso durante le sessioni live, magari come ringraziamento per il creator da parte dei suoi fan per aver risposto a qualche domanda, dopo aver salutato o fatto una performance particolarmente apprezzata. 

Inoltre, le mance permettono anche di creare un pubblico di follower fedeli e di rafforzare il legame tra creator e fan. 

Tuttavia, Onlyfans pone dei limiti ai guadagni tramite tip: infatti, i creatori che hanno profili registrato da meno di quattro mesi non possono avere delle mance superiori a 100 dollari, ma questi limiti vengono meno con il passare del tempo. La piattaforma trattiene comunque il 20% dei guadagni dei creator di OnlyFans.

Onlyfans e i messaggi pay per view per contenuti extra

Un altra modalità che viene utilizzata su Onlyfans per guadagnare e interagire con i propri fan è quella dei messaggi PPV, acronimo che significa “Pay Per View”. I creator in questo modo creano dei contenuti ancora più esclusivi, come foto e video, rispetto a quelli visibili al pubblico e, quindi, possono richiedere il pagamento di un prezzo più elevato. 

Molto interessante è la possibilità d’inoltrare lo stesso messaggio a una lista di utenti, così da velocizzare le operazioni.

Crowdfunding: significato e spiegazione

Si sente sempre più spesso parlare di crowdfunding, ma il significato di questo termine inglese, che si può tradurre come finanziamento collettivo, dall’unione di crowd, folla e funding, finanziamento, spesso non è chiaro. 

Il crowdfunding è una modalità di finanziamento innovativa, una valida alternativa ai  tradizionali prestiti che vengono proposti dalle banche e che spesso prevedono tassi d’interesse molto elevati e condizioni poco convenienti. Il crowdfunding non sarebbe possibile senza Internet: infatti, è proprio attraverso la rete che è possibile mettere in contatto aziende, start up, progetti e investitori.

Crowdfunding, significato e storia

Il crowdfunding ha visto la luce in Australia e negli Stati Uniti negli anni’90 e da qui si è diffuso poi in Europa e in tutto il Mondo. Il nostro Paese è stato uno tra i primi a prevedere una normativa specifica già nel 2012.

Il crowdfunding è stato apprezzato da tanti operatori commerciali e imprenditori, tanto che oggi ci sono molte piattaforme dedicate a questa particolare tipologia di finanziamento. Quando si parla di crowdfunding il significato che viene subito in mente è quello di un’alternativa “dal basso” ai prodotti proposti dagli operatori finanziari e prevede il coinvolgimento di vari soggetti che forniscono un supporto economico.

Questa modalità di finanza alternativa si è diffusa rapidamente nel mondo delle start up che, da sempre, hanno difficoltà a trovare investitori. I punti di  forza del crowdfunding, invece, sono la presenza di una rete sociale che consente di evitare gli operatori finanziari tradizionali, come le banche, la possibilità per gli investitori di fornire supporto anche conferendo importi modesti e la voglia dei gruppi di sostenere una realtà innovativa.

Tipologie di crowdfunding e significato

Non esiste una sola modalità di fare crowdfunding, ma anzi, esistono diverse tipologie di questa modalità di finanziamento alternativa che può essere scelta anche in base alle proprie esigenze. 

Il reward-based crowdfunding è quella più diffusa e che inizialmente è stata utilizzata per supportare iniziative culturali e artistiche, come film, libri, musica e videogame e prevede forme di ricompense non monetarie per gli investitori. Oggi, questa modalità viene impiegata soprattutto quando si deve fare il test di un prodotto per verificare se possa essere davvero attrattivo per il mercato.

Nell’ambiente no-profit, invece, viene ampiamente utilizzato il donation-based crowdfunding, una raccolta fondi adatta per iniziative di beneficenza e artistiche, ma anche in questo caso non è prevista alcuna forma di ricompensa monetaria per gli investitori. 

Molto interessante è il lending-based crowdfunding, conosciuto anche come microcredito e spesso utilizzato in alternativa ai prestiti per le piccole e medie imprese. Il funzionamento di questa modalità è molto simile alle formule tradizionali d’investimento, tanto che i sostenitori investitori possono scegliere i progetti da finanziare e ottengono una ricompensa economica, solitamente costituita dal tasso d’interesse.
Se si tratta di crowdfunding per le start up, allora la modalità migliore è quella del l’equity-based crowdfunding. In pratica, le quote societarie vengono raccolte tramite conferimento del capitale e gli investitori si assumono il rischio d’impresa.  É una formula molto apprezzata perché permette di sostenere progetti e aziende nascenti anche con un capitale minimo.

Come vendere su Amazon: suggerimenti

Amazon è più grande marketplace dove è possibile acquistare prodotti di ogni tipo: attualmente, si conta che gli utenti attivi siano oltre 300 milioni con circa 50 milioni d’iscritti a Prime. Insomma, Amazon è sicuramente il posto giusto se si vuole vendere qualcosa e ottenere guadagni soddisfacenti Tuttavia, per avere successo, è bene sapere come vendere su Amazon perché le commissioni sono abbastanza alte e ci sono molti competitor, ma si tratta di un’importante vetrina.

Vendere su Amazon vuol dire, quindi, avere una fonte di reddito aggiuntiva e disporre di un vero e proprio negozio online, mentre grazie ai social network si potrà aumentare la visibilità della propria offerta e incrementare le vendite.

3 idee su come vendere su Amazon e sbaragliare la concorrenza

Analizzare cosa fa la concorrenza è il primo passo per cerare un’offerta che sia davvero competitiva e in grado di creare valore aggiunto per i potenziali clienti. Per questo, ad esempio, basta fare una ricerca di Amazon andando a scoprire i prodotti di una determinata categoria aiutandosi anche con Jungle scout, un plugin per Chrome.

Si tratta, quindi, di tenere d’occhio le schede dei prodotti realizzate dai competitor, leggere le recensioni lasciate dai clienti e verificare anche quanti aggiornamenti dei prodotti vengono fatti. Prestare attenzione a questi dettagli vuol dire scoprire i punti deboli dei propri concorrenti e magari lanciare promozioni ad hoc.

Se si vuole guadagnare vantaggio competitivo, potrebbe essere utile ottenere la tanto ambita Amazon Buy Box. Si trova nella pagina dei prodotti, solitamente nella sidebar di destra, e permette di avere maggiore visibilità: in questo modo, sarà più facile che gli utenti possano acquistare il prodotto presente nella Buy Box rispetto ad altri. Prezzo, disponibilità della merce, le recensioni positive lasciate dai clienti e le modalità di spedizione sono alcuni dei fattori che vengono valutato per essere inseriti nella Buy Box. 

Avere delle schede prodotto ben curate e con immagini di qualità può fare davvero la differenza. Per questo motivo, è importante scegliere le parole chiave giuste, realizzare delle descrizioni che siano informative, ma anche accattivanti e dare dei titoli brevi e chiari. Inoltre, i benefici dei prodotti devono essere evidenziati, così come le specifiche tecniche. 

Prezzo e visibilità, come vendere su Amazon e avere successo 

Trovare il prezzo ottimale per vendere i propri prodotti vuol dire anche implementare delle strategie di pricing flessibili e dinamiche. Se si tratta di pochi prodotti, allora si può variare il prezzo manualmente, in modo da averlo sempre sotto controllo, ma è possibile effettuare un repricing anche in base all’algoritmo, in questo caso il prezzo viene calcolato in tempo reale, oppure modificarlo in base ad alcune regole indicate dal venditore o basate sulle strategie dei competitor.

Per aumentare la visibilità della propria offerta, invece, è necessario promuovere il proprio store creando contenuti su siti web e blog, utilizzando parole chiave e link che vadano a collegare direttamente il negozio su Amazon, oppure sfruttare i social media con post, immagini e video. 

Tuttavia, bisogna tener presente che non si devono solo creare contenuti pubblicitari, ma sono molto apprezzati articoli e post in cui vengono illustrate le caratteristiche di un determinato prodotto o fornite informazioni su come utilizzarlo.

Come togliere la ruggine:linee guida

La ruggine è una sostanza molto fastidiosa che si forma su superfici metalliche quando c’è un’umidità elevata. Rimuovere la ruggine può essere difficile, anche perché tende spesso a riformarsi, ma ci sono dei metodi pratici ed efficaci per eliminare la ruggine da auto, oggetti ferrosi, padelle e vestiti.

Infatti, la ruggine può anche macchiare i tessuti lasciando aloni ostinati e molto evidenti. Ecco qualche consiglio utile su come togliere la ruggine con rimedi fai da te.

Come togliere la ruggine dall’auto

Spesso sull’auto, soprattutto dopo molto tempo, se sono presenti delle ammaccature o se è parcheggiata all’esterno, si formano delle antiestetiche macchie di ruggine che sono molto difficili da togliere. La carrozzeria della propria vettura deve essere curata non solo per motivi estetici, ma anche perché la ruggine può causare dei danni.

Per prevenire la ruggine bisognerebbe lavare l‘auto con una certa frequenza, mentre per eliminare la ruggine dalla propria vettura si possono utilizzare dei prodotti antiruggine certificati che hanno una funzione abrasiva. Mentre si passano questi spray è bene coprire eventuali parti vicine, per evitare che la ruggine possa espandersi e utilizzare una vernice apposita per rendere uniforme la carrozzeria.

Come togliere la ruggine dagli oggetti con rimedi naturali

Se la ruggine si è formata sui vari oggetti metallici, è possibile rimuoverla in modo semplice utilizzando dei prodotti naturali. Il bicarbonato di sodio, ad esempio, può essere ridotto in una pasta aggiungendo un po’ d’acqua e si può passare sulla superficie utilizzando uno spazzolino. Se, invece, si deve eliminare la ruggine da oggetti di ferro, un ottimo modo è quello d’immergerli in una soluzione di acqua e aceto di mele, almeno per una notte e strofinare delicatamente con una spugnetta abrasiva.

Il limone, ad esempio, può essere passato per rimuovere la ruggine appena formata: tagliato a metà, si può strofinare direttamente su oggetti, posate e padelle. Per aumentare l’effetto abrasivo si può usare anche del sale grosso. 

Cosa fare se i vestiti sono macchiati di ruggine 

Può capitare che la ruggine vada a macchiare indumenti e tessuti. In questo caso, si creano macchie di colore arancione o marrone, molto resistenti e ostinate che resistono anche ai frequenti lavaggi. Per eliminare in modo efficace la ruggine dagli abiti si può utilizzare il sale e il succo di limone.

La macchia va coperta con il sale fino e con il succo di limone e questo composto andrà fatto agire almeno per un paio d’ore. Non c’è bisogno di sciacquare il tessuto e bisogna farlo asciugare al sole. Attenzione a non spazzolare: infatti, in questo modo, la macchia di ruggine potrebbe espandersi. 

Con aceto, sale fino e alluminio, invece, si può realizzare una specie di spugnetta abrasiva antiruggine. La carta stagnola va immersa nell’aceto bianco e mettendo un po’ di sale sulla macchia si potrà strofinare delicatamente. Bisogna far agire questa soluzione per qualche ora e lasciar asciugare l’abito all’aria. Se la macchia dovesse rimanere evidente, basta ripetere l’operazione per un paio di volte. 

Se si vuole rimuovere le macchie di ruggine dai tessuti è bene sapere che non va utilizzata l’asciugatrice che, anzi, tenderebbe solo a fissare di più l’alone.

Come si compila un assegno: linee guida

Come si compila un assegno bancario? Perchè in effetti tutti sappiamo cos’è ma in pochi ne hanno poi realmente compilato uno e si possono trovare in difficoltà nel farlo. Innanzitutto, chiariamo che si tratta di uno strumento di pagamento in mano dei titolari di conto corrente che consente di parare anche quando si ha una mancanza di contanti in maniera immediata. 

Un metodo di pagamento che non passa mai di moda, soprattutto se si pensa a tutti coloro che hanno un’attività commerciale. Solo nel caso in cui si abbia un conto corrente bancario o postale, si potrà disporre di un libretto per gli assegni e solo a seguito di un veramente sul conto.

Per evitare poi il protesto è indispensabile coprire tutti gli assegni che vengono firmati, facendo trovare il denaro sul conto. Questa è una breve guida su come si compila un assegno. 

Compilare un assegno: cosa sapere

Tutto sommato nel come si compila un assegno non c’è nulla di troppo difficile, è sufficiente seguire le indicazioni fornite dal documento stesso. Nel momento della compilazione ci sono alcuni campi che sono obbligatori. 

Di fianco alla data occorre innanzitutto scrivere il luogo in cui ci si trova e l’assegno viene emesso. Si parla di assegno in piazza se la compilazione avviene nello stesso territorio della banca dove è stato ritirato il libretto degli assegni, altrimenti si parla di assegno fuori piazza. 

Quindi i primi elementi che on possono mancare sono la data di emissione e il luogo. Poi, ovviamente l’importo in cifre, da scrivere poi anche in lettere comprensivo anche delle cifre decimali, anche se pari a zero. Si indicherà poi il beneficiario e quindi il soggetto che ha il diritto di versi pagare il credito maturato e poi la sottoscrizione di chi lo emette; una firma se si tratta di un soggetto fisico, con timbro se si tratta di una società. 

Infine, la causale che non è obbligatoria, ma che offre al correntista la possibilità di ricordare la motivazione della spesa affrontata.

Quanto tempo vale un assegno e che vuol dire “trasferibile”

L’emissione di un assegno è vincolata a dei limiti di tipo temporale. Sul documento è presente una data, trascorsa la quale l’assegno deve essere versato nell’arco massimo di 8 giorni nel caso in cui si chieda il cambio nel comune in cui è stato emesso. Se invece il beneficiario risiede in un comune diverso da quello dell’emittente, allora il tempo massimo per la riscossione è di massimo 15 giorni. 

L’assegno di può definire “trasferibile” nel caso in cui possa essere ceduto a terzi che lo potrà riscuotere solo apponendo la sua forma sul retro dell’assegno dove è presente la scritta “girata”. 

L’assegno che invece non è trasferibile se deve essere riscosso in maniera esclusiva dal beneficiario indicato sul documento stesso. 

Segno circolare

Una tipologia di assegno leggermente differente è l’assegno circolare un’alternativa molto sicura, soprattutto se si ha paura di commettere qualche errore durante la compilazione dell’assegno. In effetti l’assegno circolare viene compilato in maniera diretta dalla banca, che al momento dell’emissione si assicura anche che vi sia abbastanza denaro sul conto per poi coprire il debito. 

Per poter avere un adeguo circolare, è sufficiente recarsi alla propria banca, che provvede ad inviare una copia al beneficiario che potrà verificare l’avvenuto pagamento.

Come organizzare una festa di compleanno: consigli fai da te

Chi lo dice che non si può organizzare una festa di compleanno riuscita facendo tutto da soli? Puntando sul fai da te innanzitutto si può risparmiare e poi si può organizzare la festa come meglio si crede. Il giorno del compleanno è molto importante veramente per tutti, un giorno in cui si può finalmente festeggiare se stessi. 

Per una festa di compleanno ben riuscita è indispensabile pensare ad ogni elemento nei minimi dettagli. Si sceglie la data (e non è difficile), la lista degli invitati, gli addobbi, il buffet. Sembra non mancare nulla vera? 

Questa è una guida pratica su come organizzare una festa di compleanno. 

Data, lista invitati e location

Il punto di partenza è la scelta della data. Perchè c’è chi festeggia il compleanno il giorno stesso in cui è nato, ma c’è anche chi preferisce aspettare il week end perchè gli invitati durante la settimana non possono prendere parte alla festa. 

Quindi una volta che si conosce il giorno in cui si festeggia è il momento di stilare la lista degli invitati, cercando di non dimenticare le persone importanti come i parenti e gli amici più stretti. Per quello che riguarda gli inviti si può decidere o di scriverli a mano o di rivolgersi a una tipografia, ovvio, dipende molto dalla tipologia di festa che si vuole fare. 

Infine, si sceglie la location, il luogo in cui si vuole festeggiare. Una scelta che dipende sia dai gusti personali che dalla stagione che il budget. 

Il tema

Per una festa veramente ben riuscita si deve scegliere il tema. Una decisione che dipende molto dalla tipologia di festa e dal festeggiato. Ad esempio, per i bambini i temi più amati sono quelli dei cartoni animati come Bing, Minions, Me contro Te, i supereroi. Insomma, la scelta dipende molto dal gusto del festeggiato. 

Le donne invece possono scegliere i fiori, i telefilm, le serie TV, per l’uomo? Beh, in fondo sono sempre un po’ bambini, anche una festa a tema Marvel potrebbe essere la scelta giusta. 

La decisione del tema permette di scegliere i decori e gli addobbi e di comunicare agli invitati se si tratta di una festa con dress code. In tema anche i coordinati tavola, i palloncini e tutti gli allestimenti che si può anche decidere di ideare in piena autonomia per risparmiare un po’.

E per gli ospiti?

Sì, è vero, il giorno del compleanno è la tua festa. Ma non dimenticare che anche i tuoi invitati meritano un po’ di attenzione. Non sono lì solo per te, vengono alla tua festa per divertirsi e per sentirsi speciali anche loro. 

Quindi pensa a dei kit completi di gadget: caramelle, maschere, candele, qualcosa di divertente per poter ricordare una serata speciale. Ovvio che non potrà mancare la torta di compleanno per cui potrai scegliere una cialda decorativa in coordinato con il tema della festa.

Insomma, organizzare una festa richiede molto impegno, sia che tu la stia organizzando per te o per una persona cara.

Come creare ripiani nell’armadio: idee e consigli

I vestiti non sono mai troppi, le donne alla lettura mi daranno sicuramente ragione. Peccato che poi organizzare l’armadio non è semplice come si può pensare. Ogni cambio di stagione un vero e proprio dramma solo perchè non si sa più dove mettere gli abiti dell’altra stagione e poi quando iniziano a cambiare le temperature, è proprio lì che iniziano i problemi. 

Insomma i vestiti non sono mai troppi, ma non lo è neanche lo spazio dentro l’armadio e allora come è possibile risolvere? Semplicemente adottando degli stratagemmi per creare ripiani nell’armadio. 

Ecco allora un breve guida su come fare per riuscire ad avere più spazio per posizionare i propri vestiti e anche quelli del partner, certo non è semplice come sembra. 

Come creare ripiani nell’armadio: gli impagabili

Una soluzione molto apprezzata sono le cassettiere da comporre a proprio piacimento o come meglio si crede esser comodo per il proprio armadio. Si tratta di complementi molto semplici da montare e da disporre, oltre che da spostare a proprio bisogno. Una soluzione pratica che può risolvere molti problemi a chi non ha abbastanza cassetti nell’armadio o meglio ancora a chi non ne ha affatto. 

I cassetti o comunque i vani contenitore che si scelgono dovrebbero essere capienti, magari con la sponda a vita e trasparenti o traforati semplicemente per riuscire a vedere cosa si è riposto al suo interno. Un modo molto intelligente per riuscire a riporre i vestiti ripiegati senza doverli appendere con delle gruccette. 

I ripiani regolabili e telescopici sono un altro elemento molto utile in quanto permettono di avere quanti scaffali servono senza occupare troppo spazio. Quando poi le maglie sui ripiani diventano troppe, è indispensabile utilizzare dei divisori per armadi metallici in grado di suddividere gli scaffali per avere uno stoccaggio perfettamente ordinato. 

Scaffali aggiuntivi, cesti metallici e non solo

Nel caso in cui sia possibile si potrebbe anche aggiungere dei ripiani all’armadio, in modo tale da poter avere più spazio organizzato per poter mettere apposto tutti i vestiti. Si può decidere di installare uno o più ripiani all’interno dell’armadio a seconda dello spazio che si ha a disposizione. 

Si può scegliere di utilizzare dei ripiani in legno, in vetro ovvero estraibili per riuscire a mettere in ordine i vestiti in maniera molto più semplice senza il minimo sforzo.

Infine, si può decidere di sfruttare lo spazio in verticale invece che in orizzontale, quindi andando a scegliere dei vani verticali. Molto comodi sono gli organizer in stoffa di diverse dimensioni che si possono fissare senza alcuna difficoltà all’asta dell’armadio e dove riporre le magliette in maniera semplice. 

Spesso questo organizer sono utilizzati per riporre le scarpe in maniera ordinata all’interno dell’armadio, quando lo spazio per una scarpiera proprio non c’è. Si tratta di organizer semplici da trovare in commercio, si possono acquistare facilmente online o in un qualunque negozio e permetteranno di riporre vestiti o scarpe in maniera semplice e senza alcuni ingombro.

Consigliati per chi cambia spesso le disposizioni all’interno dell’armadio e ha bisogno di soluzioni versatili.

Come attivare ok Google: linee guida

I comandi vocali sono molto comodi da utilizzare e si possono utilizzare dia da Android che da iOS. Ma come attivare ok Google in maniera molto semplice? I comandi vocali sono presenti su tutti i dispositivi, mentre in quelli Android si ha Google in quelli iOS si può programmare Hey Siri. 

Non sono pochi i comandi vocali che si possono utilizzare sia da Android che da iOS pronunciando semplicemente “Ok, Google”. 

Per chi non sa come attivare questa funzionalità, questa è la guida che aspettavano ormai da tempo. Breve, semplice ed estremamente completa. 

Cosa sapere

Con un semplice “Ok, Google” è possibile chiedere al proprio smartphone di compiere una serie di operazioni che permettono di utilizzare lo smartphone in maniera molto semplice tenendo sempre le mani libere. Nello specifico cosa si può fare? 

  • Alza e abbassare il volume
  • Impostare una sveglia
  • Inviare un messaggio
  • Ascoltare musica
  • Controllare il calendario 

Questi sono solo alcune delle funzioni che si possono gestire con una semplice frase. Ma per attivare i comandi vocali è indispensabile rispondere a dei requisiti minimi. In effetto i comandi vocali di Google sono attivabili in dispositivi modelli che hanno:

  • Sistema operativo versione Android 4.4 o superiore
  • Deve essere installata sul dispositivo la app Google versione 3.5 o superiore
  • Devono essere attivi i comandi vocali e di deve avere un account Google

Attivazione su Android

Attivare i comandi vocali sul proprio dispositivo Android è molto semplice. Occorre avviare l’applicazione Google con un tocco su di essa; quindi, cliccando sulle 3 linee orizzontali si apre il menù Impostazioni > voce > Voice Match

Quindi si deve scendere fino alla voce “Accedi con Voice March e procedere con l’abilitazione dei comandi vocali che vengono gestiti in maniera diretta da Google con la semplice frase “Ok, Google”. Un comando che si può utilizzare quando lo schermo del dispositivo è acceso. 

In questo modo si attiva il rilevamento vocale e pronunciando “Ok, Google” vicino al microfono del telefono o dello smartphone si aprirà una finestra pronta ad accogliere qualsiasi comando si voglia dare al dispositivo. Ricordiamo che questo è un procedimento che si può intraprendere solo con i dispositivi più attuali, mentre per altri meno recenti di fabbricazione, non può essere utilizzato il comando vocale “Ok, Google”.

E su iOS?

Su tutti i dispositivi iOS come attivare ok google? Su questi dispositivi ci sono comunque i comandi vocali, ma non sono gestiti da Google bensì da Siri. Nonostante questo, è possibile utilizzare anche i comandi Google. Deve ovviamente essere installata l’app Google e deve essere attivo un account. Quindi nel caso in cui l’app non è installata, si può procedere alla richiesta sull’app Store, approvando l’installazione con un doppio click o con riconoscimento dell’impronta o del volto; quindi, una volta terminata l’installazione si apre Google e si procede con un tap in alto a sinistra sull’icona dell’account > Ricerca vocale Z voce Hotword “Ok, Google”.

Aliexpress è sicuro: pro e contro

Negli ultimi anni acquistare online è diventata una vera e propria abitudine, occorre riconoscerlo. Non ci riferiamo solo ad Amazon ma anche a tutti quegli shop online oltremanica che offrono qualunque tipologia di prodotto a prezzi veramente scontati. Aliexpress nel è il più fulvido esempio. 

Ma la domanda che in molti si pongono è se Aliexpress è poi realmente sicuro, soprattutto per quello che riguarda i pagamenti. Se nonostante per ricevere un prodotto si debba aspettare molto tempo si possa star tranquilli che i propri dati bancari siano al sicuro.

Per capire se acquistare su Aliexpress sia sicuro è forse indispensabile conoscere il sito e il suo funzionamento. 

Come funziona Aliexpress

Quando si parla di Aliexpress ci si riferisce a un negozio online di proprietà di Alibaba lanciato nell’ormai lontano 2010. Non è un sito di e-commerce che come ammazzano vende in maniera diretta ai compratori, ma piuttosto un mediatore che mette gli acquirenti in contatto con le aziende cinesi che siano esser di: abbigliamento, elettronica, giocattoli. Una piattaforma che permette ai consumatori di scegliere il prodotto ai prezzi più convenienti.

Aliexpress agisce in molti paesi tra cui anche l’Italia sul quale sito si può navigare in lingua italiana. Per l’utilizzo è indispensabile l’iscrizione p inserendo i propri dati o collegando l’account a Facebook o Google per semplificare le operazioni. 

Per ogni registrazione si ottiene un Coupon Nuovo Utente di 3 dollari, da spendere nel primo acquisto. 

Affidabilità

Insomma su Aliexpress è facile trovare semplicemente quello che si stava cercando ad un prezzo anche piuttosto conveniente. Ma al momento del pagamento un dubbio si propone: Aliexpress è sicuro? Sul sito non si può pagare con PayPal uno dei metodi di pagamenti più semplici e sicuri quando si acquista online, inoltre c’è un dazio doganale da pagare, senza considerare che il prodotto ci può impiegare anche diverse settimane ad arrivare e il sistema di resi e rimborsi non è poi così sicuro. 

Tutti questi elementi non fanno altro che cooperare a uno scetticismo di base nei confronti di questa piattaforma. E se il prodotto non arriva? E se arriva ma non corrisponde a ciò che ci si aspettava? I dubbi aumentano. 

In altre parole, per riuscire ad acquistare su Aliexpress difendendosi dalle truffe è indispensabile leggere le indicazioni riportate anche nella sezione del sito Aliexpress Security Center. 

Acquistare in modo sicuro

Ma quindi come si compra su questo sito in modo sicuro? Si chiarisce subito che avere la garanzia di sicurezza assoluta è quasi impossibile, ma questo lo è per qualsiasi sito. Quando si acquista online è sempre possibile che il pacco vada perso, che arrivi danneggiato o che il prodotto non corrisponda alle descrizione. Quindi si consiglia innanzitutto di leggere le condizioni e i termini del sito. In un secondo luogo si andrà alla ricerca delle opinioni degli utenti e solo in un secondo momento scegliere, tra i negozi proposti da Aliexpress solo quelli che sembrano offrire la maggiore sicurezza, senza far cadere la scelta in maniera esclusiva sul prezzo.