Si sente sempre più spesso parlare di crowdfunding, ma il significato di questo termine inglese, che si può tradurre come finanziamento collettivo, dall’unione di crowd, folla e funding, finanziamento, spesso non è chiaro. 

Il crowdfunding è una modalità di finanziamento innovativa, una valida alternativa ai  tradizionali prestiti che vengono proposti dalle banche e che spesso prevedono tassi d’interesse molto elevati e condizioni poco convenienti. Il crowdfunding non sarebbe possibile senza Internet: infatti, è proprio attraverso la rete che è possibile mettere in contatto aziende, start up, progetti e investitori.

Crowdfunding, significato e storia

Il crowdfunding ha visto la luce in Australia e negli Stati Uniti negli anni’90 e da qui si è diffuso poi in Europa e in tutto il Mondo. Il nostro Paese è stato uno tra i primi a prevedere una normativa specifica già nel 2012.

Il crowdfunding è stato apprezzato da tanti operatori commerciali e imprenditori, tanto che oggi ci sono molte piattaforme dedicate a questa particolare tipologia di finanziamento. Quando si parla di crowdfunding il significato che viene subito in mente è quello di un’alternativa “dal basso” ai prodotti proposti dagli operatori finanziari e prevede il coinvolgimento di vari soggetti che forniscono un supporto economico.

Questa modalità di finanza alternativa si è diffusa rapidamente nel mondo delle start up che, da sempre, hanno difficoltà a trovare investitori. I punti di  forza del crowdfunding, invece, sono la presenza di una rete sociale che consente di evitare gli operatori finanziari tradizionali, come le banche, la possibilità per gli investitori di fornire supporto anche conferendo importi modesti e la voglia dei gruppi di sostenere una realtà innovativa.

Tipologie di crowdfunding e significato

Non esiste una sola modalità di fare crowdfunding, ma anzi, esistono diverse tipologie di questa modalità di finanziamento alternativa che può essere scelta anche in base alle proprie esigenze. 

Il reward-based crowdfunding è quella più diffusa e che inizialmente è stata utilizzata per supportare iniziative culturali e artistiche, come film, libri, musica e videogame e prevede forme di ricompense non monetarie per gli investitori. Oggi, questa modalità viene impiegata soprattutto quando si deve fare il test di un prodotto per verificare se possa essere davvero attrattivo per il mercato.

Nell’ambiente no-profit, invece, viene ampiamente utilizzato il donation-based crowdfunding, una raccolta fondi adatta per iniziative di beneficenza e artistiche, ma anche in questo caso non è prevista alcuna forma di ricompensa monetaria per gli investitori. 

Molto interessante è il lending-based crowdfunding, conosciuto anche come microcredito e spesso utilizzato in alternativa ai prestiti per le piccole e medie imprese. Il funzionamento di questa modalità è molto simile alle formule tradizionali d’investimento, tanto che i sostenitori investitori possono scegliere i progetti da finanziare e ottengono una ricompensa economica, solitamente costituita dal tasso d’interesse.
Se si tratta di crowdfunding per le start up, allora la modalità migliore è quella del l’equity-based crowdfunding. In pratica, le quote societarie vengono raccolte tramite conferimento del capitale e gli investitori si assumono il rischio d’impresa.  É una formula molto apprezzata perché permette di sostenere progetti e aziende nascenti anche con un capitale minimo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.