Prima di fare un quadro delle Case da Gioco europee vale la pena di ricordare che i casinò tricolore sono solo quattro e per un Paese come l’Italia sembrano assai pochi anche perché situate tutte nell’Italia settentrionale. Ovviamente possiamo giocare al casino anche su internet, ma questo è un’altro discorso. In passato, in epoche diverse, numerose città erano state le location di una Casa da Gioco: si ricordi in particolare Taormina, Bagni di Lucca, Stresa, Salice Terme, Acqui Terme, Grado e Rapallo, per citarne alcune. Ma certamente, qualora cambiasse “l’organizzazione” dei casinò del nostro Paese vi sarebbero tante altre città che agognerebbero avere una propria esclusiva Casa da Gioco, sul proprio territorio.

Dopo questa dilungata premessa, che servirà comunque per capire la “richiesta” che esiste relativamente a nuove Case da Gioco, bisognerebbe ovviamente anche guardare alla situazione europea ed anche che le autorizzazioni all’apertura delle quattro Case da Gioco tricolore sono state concesse in località immediatamente prospicenti il confine estero in cui avevano sede altrettante strutture similari, seguendo la logica di contenere una sorta di “turismo italiano da esportazione per il gioco” che si recava, quindi, a Sanremo piuttosto che a Montecarlo, a Campione d’Italia piuttosto che a Lugano, ai due casinò di Venezia piuttosto che in quelli austriaci o sloveni, a Saint Vincent piuttosto che ai casinò svizzeri o francesi.

Per non tenere più oltre “sulle spine” si rivela che i casinò in Europa sono complessivamente 536: la Gran Bretagna ne ha 136, la Francia 125, la Germania 64, la Repubblica Ceca 35, la Spagna 31, la Svizzera 21, l’Irlanda 17, l’Olanda 13, l’Austria 12, il Portogallo 11, la Croazia, la Slovenia e la Grecia 9, il Belgio e la Polonia 8, la Danimarca 5, la Svezia 4. Il piccolo stato di San Marino possiede un casinò, mentre la vicina riviera romagnola nemmeno uno, il Principato di Monaco e Malta, cioè due luoghi geograficamente assai piccoli, ne hanno 4.

Le Case da Gioco europee, ovviamente, sono collocate in luoghi turistici ed attrattivi: le ultime località citate sono immediatamente vicine al nostro territorio e, quindi, facilmente raggiungibili. Peraltro, se alla concorrenza dei casinò monegaschi si può contrapporre la concorrenza del nostro casinò di Sanremo, alle case da gioco maltesi il sud non può replicare alcunchè, visto che al momento non esiste alcuna Casa da Gioco nel Mezzogiorno. Per cui, con l’italica odierna situazione, non solo andiamo ad “esportare i giocatori”, ma anche ad alimentare l’industria del turismo di Paesi confinanti… ed indubbiamente non è molto furbo!

Nell’ottica di un nuovo quadro organizzativo relativo alla costituzione di nuove Case da Gioco sarebbe anche il caso di dare un’occhiata al quadro normativo che risulta, allo stato, inadeguato sopratutto riguardo all’esame della Corte Costituzionale che ha richiesto una legislazione organica rilevando alcune contraddizioni del sistema legislativo corrente. La Corte, infatti, nel corso del giudizio di incostituzionalità relativo alla normativa che disciplina l’esercizio delle Case da Gioco, si era espressa così: “La situazione normativa formatasi a partire dal 1927 è contrassegnata da un massimo di disorganicità” e questo si rileva sia per gli interveniti che condizionano l’apertura delle Case da Gioco, sia per i modi disparati con i quali vengono utilizzati i proventi acquisiti nell’esercizio del gioco nell’ambito dei casinò.

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