La rosa dei venti è un antico strumento che serviva per indicare la provenienza del vento e che si usava soprattutto nel mondo della navigazione in caso di cielo coperto. Se infatti nel Mediterraneo si usavano i punti di riferimento noti e visibili lungo le coste, in alto mare ci si orientava con il sole e le stelle, quando il cielo era coperto si presentava un problema. Conoscendo i venti però e la loro direzione, di solito costante, era possibile seguire una rotta precisa. Fra i primi a usare la rosa dei venti ci sono i greci. Una vera e propria rosa dei venti su carta nautica deve attendere l’anno 1000 per essere a bordo sulle navi.

Il vento è un movimento che si crea nell’aria quando quella calda sale e la fredda scende. A causa del calore solare, la terra si riscalda più velocemente rispetto all’acqua, quindi la colonna d’aria sopra alla terra diventa calda, sale e si crea una zona di bassa pressione. Una volta salita si va raffreddando, creando una zona di alta pressione e ridiscendendo sulla terra. Il movimento dell’aria dovuto alle differenze di temperatura e di pressione, dà origine al vento.

I venti più importanti sono rappresentati dalla rosa dei venti. Essa può essere quindi reperita a 4, 8, 16, 32 punte. I quattro venti principali sono la tramontana che soffia a Nord, il levante che soffia ad Est, il mezzogiorno a Sud, il ponente a Ovest.

Come è strutturata la rosa dei venti

Il nome “rosa dei venti” deriva dalla disposizione circolare dei rombi che compongono questo disegno. In origine essi erano quattro ed indicavano le principali direzioni da cui arrivavano i venti. Mano a mano la figura è stata arricchita da altri rombi,che si sovrapponevano l’uno vicino all’altro come fanno i petali delle rose. Da qui il famoso nome.

La rosa dei venti oggi è conosciuta in tutta la sua completezza di 16 “petali”. Quattro principali sono orientati verso i punti cardinali, quindi Nord, Est, Sud, Ovest. Altri quattro minori i punti inter-cardinali, che sono Nord-Est, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Ovest. E fra loro altri otto più piccoli che segnano i punti intermedi, quindi Nord-Nord-Est, Est-Nord-Est, Est-Sud-Est, Sud-Sud-Est, Sud-Sud-Ovest, Ovest-Sud-Ovest, Ovest-Nord-Ovest, Nord-Nord-Ovest.

Un tempo la rosa dei venti era arrivata ad averne anche più petali, arrivando a 32. In questo caso le suddivisioni si indicavano solo con il termine “quarte”, che indicavano la direzione da una certa quarta contando in senso orario partendo da Nord.

Come fare una rosa dei venti

Un metodo classico e rudimentale per studiare la direzione del vento è quello di legare ad un’asta (un palo o un’antenna) una striscia di panno solida e resistente, ma flessibile, capace di bloccare il vento. La struttura dovrebbe essere posizionata in una zona ben esposta, magari in alto, senza la presenza di alberi o altri ostacoli per il vento. La striscia di panno dovrebbe catturare il vento, la direzione assunta dalla striscia è la direzione in cui esso sta soffiando.

In alternativa, in commercio ci sono degli strumenti professionali che sono capaci di misurare la velocità e la pressione. In particolare parliamo dell’anemometro. L’utilizzo di questo strumento non è ovviamente semplice, ma il risultato è molto più preciso. Per misurare la velocità del vento con uno strumento rudimentale come quello descritto poc’anzi bisogna utilizzare delle palline di polistirolo, farle cadere, fare dei calcoli un po’ particolari.

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