Dopo una visita specialistica o nella fase post operatoria è probabile che il vostro medico richieda un esame istologico. L’esame istologico è importante, o meglio indispensabile, per la diagnosi di malattie e patologie come ad esempio i tumori. Si tratta sicuramente dell’esame più importante in fase preliminare per individuare la malattia, la sua progressione e il tipo di trattamento più efficace al quale sottoporsi.

Come funziona e a cosa serve l’esame istologico

esame_istologico

La biopsia è l’esame istologico più noto

Tramite biopsia viene prelevato dal corpo del paziente un campione di tessuto, detto campione bioptico, dalla zona nella quale si sospetta lo svilupparsi di un tumore e se ne esegue l’osservazione. Il tessuto può essere prelevato anche durante un’operazione chirurgica.

L’anatomo-patologo è il medico incaricato a svolgere questo esame, ovvero a capire se il tessuto contiene cellule tumorali benigne e maligne. A seguito dell’osservazione al microscopio, egli compilerà il referto che verrà inviato al medico che ha richiesto l’esame.

Le cellule parte del tessuto analizzato possono cambiare i contorni o l’aspetto del nucleo, la parte centrale che contiene il materiale genetico. In via molto approssimativa e generale, si può dire che più diverse sono le cellule da quelle presenti nel tessuto più maligno sarà il tumore.
Se verrà individuata la presenza di cellule maligne, verrà stabilito anche il grado di aggressività della malattia. È quindi una fase fondamentale per curare la malattia il prima e più accuratamente possibile.

Cosa determina questo esame

L’esame istologico è in grado di classificare il tipo di tumore diagnosticato, stabilire il suo livello di gravità e la sua progressione.

Quali sono i tempi di attesa dei risultati

Essendo un esame particolarmente importante, non esistono liste d’attesa, quello che varia è il tempo di attesa per i risultati. Naturalmente, per i casi urgenti, il referto arriva in tempi rapidissimi, dalla mezz’ora alle 48 ore, a seconda del caso e del tipo di tecnica utilizzata. Per i casi meno urgenti i tempi di attesa possono arrivare a 30 giorni.

Il referto dell’esame istologico

esame istologico

Un anatomo-patologo che esegue un esame istologico

Nel referto compilato dall’anatomo-patologo verrà riportato:

  • l’elenco dei tessuti analizzati;
  • la descrizione dei tessuti analizzati a occhio nudo dal medico;
  • la descrizione dell’osservazione dettagliata al microscopio;
  • la diagnosi che dovrà poi essere confermata dal medico specialista che ha richiesto l’esame.

Nel caso di riscontro positivo (presenza tumorale), verranno poi specificate:

  • le dimensioni, la tipologia e il grado istologico del tumore;
  • dati sulla presenza di cellule tumorali nei capillari sanguigni della zona e la velocità di crescita delle cellule tumorali.

Dopo il referto

L’anatomo-patologo, per essere precisi, non fa una vera e propria diagnosi, ma un’ipotesi di diagnosi. Tale ipotesi non è necessariamente esatta, ma serve a dare indicazioni al medico che ha richiesto l’esame istologico, il quale è anche incaricato di formulare la diagnosi esatta.
Spesso il medico richiederà altri tipi di esame per avere un quadro più completo, ad esempio esami radiografici, ecografia, TAC o risonanza magnetica.

Quando viene richiesto un esame istologico

  1. Dopo un qualsiasi intervento chirurgico il materiale (tessuto) asportato viene analizzato
  2. Sospetto della presenza di un tumore, ad esempio del tumore al seno
  3. Dopo un aborto
  4. Durante un’autopsia

Cos’è la biopsia e che tipologie ne esistono

istologia melanoma

Questo melanoma non sarebbe stato individuato se non grazie a un esame istologico

La biopsia è il prelievo del campione di tessuto o di cellule sospette. Ci sono quatto tipi di biopsia: biopsia escissionale, biopsia incisionale, biopsia percutanea e agoaspirato.
Lo scopo di questi differenti tipi di biopsia è lo stesso, quello che varia è la tecnica utilizzata per il prelievo dei tessuti.

La procedura più particolare e comune è l’agoaspirato, o esame citologico. Questa tecnica consiste, come suggerisce il nome, nell’aspirazione del tessuto sospetto con un ago sottile.
Questo esame viene usato, tra gli altri, per la diagnosi del tumore al seno. In quest’ultimo caso, oltre a questo esame, può essere richiesto l’esame istologico che verrà eseguito dal medico in anestesia locale.

Altri tipi di biopsia possono essere classificati a seconda del tipo di tessuto analizzato:

  • Biopsia del midollo osseo: prelievo di midollo osseo. L’ago viene introdotto nell’osso iliaco o nello sterno.
  • Biopsia delle vescicole seminali: prelievo di liquido dalle vescicole seminali utilizzando un ago.
  • Biopsia linfonodale: asportazione parziale o totale di un linfonodo.
  • Biopsia transperineale: l’ago viene inserito nella prostata.
  • Biopsia transrettale: ago sottile inserito nel retto, legato a controllo ecografico.

Attendibilità dell’esame istologico

Nella quasi totalità dei casi l’esame istologico è corretto.
Quando si tratta di tumori di piccole dimensioni è molto importante il punto di prelievo del tessuto asportato. Se, infatti, la parte interessata venisse mancata, il risultato dell’esame potrebbe non essere corretto.

Importanza dell’esame istologico nella diagnosi e cura del tumore al seno

Il cancro al seno colpisce una donna su otto e, ogni anno, è uno dei tumori che viene diagnosticato più spesso. Anche gli uomini ne possono essere colpiti ma in misura nettamente inferiore alle donne.
Ha caratteristiche di ereditarietà quindi, se qualcuno nella vostra famiglia, in particolare un parente stretto, ne ha sofferto, è molto importante tenersi monitorate.

Se la mammografia e la MRI hanno individuato una massa o un tumore, quasi certamente il vostro medico vi prescriverà un’agobiopsia o agoaspirato.
Come detto in precedenza, questo esame chiarirà il tipo di tumore, la sua estensione e quindi il tipo di cura. Serve a capire la necessità di intervento chirurgico o chemioterapia.

Prevenzione e diagnosi

mammografia

La mammografia è un esame preventivo fondamentale per la donna

Molto importante è la prevenzione del tumore al seno. Oltre alla regolare visita dal proprio ginecologo e da altri esami come la mammografia, è anche importante saper leggere i segnali mandati dal proprio corpo.

La palpazione era ritenuta uno strumento molto importante sino a qualche anno fa ma, a seguito di molti studi scientifici, è stato riscontrato che l’autopalpazione non comporta un aumento nella diagnosi precoce dei tumori.
Nonostante ciò, è importante conoscere l’aspetto e la sensazione tattile del proprio seno in modo da essere in grado di riconoscere eventuali anomalie o cambiamenti.
Ad ogni modo, se notate anomalie del seno come quelle qui elencate, è importante rivolgersi subito al proprio medico:

  • arrossamento
  • perdita di liquido dai capezzoli
  • prurito
  • cambiamento nella forma dei capezzoli
  • lividi o rigonfiamento intorno a petto, ascella o clavicola
  • perdita di peso
  • dolore osseo
  • dolore alla mammella
  • ulcere del seno

Durante le mestruazioni il seno è leggermente gonfio quindi il momento migliore per l’autopalpazione è il momento subito successivo alla fase mestruale.

La mammografia

Il vostro medico ginecologo vi consiglierà una mammografia, esame comunque consigliato ogni uno o due anni per le donne di età superiore ai 40 anni.
In Italia l’esame è gratuito in molte regioni.

Cosa fare nell’attesa dei risultati

La fase di attesa del referto dell’esame istologico è una fase molto delicata che porta con sé una massiccia dose di stress.
È importante sapere che una percentuale molto alta di donne che si sottopone all’esame istologico o ai vari tipi di biopsie sopra citati per l’individuazione del tumore al seno risulta perfettamente sana.
Forse questo non vi aiuterà a sentirvi meno stressate ma mantenere uno stato d’animo positivo è molto importante. Inoltre, si sono fatti progressi enormi nella diagnosi precisa e cura del cancro al seno, quindi una prognosi per tempo aumenterà esponenzialmente le probabilità di guarigione.
Cercate quindi di distrarvi il più possibile e di pensare positivo.

mammografia

Donna che esegue la mammografia dal ginecologo

Storia della scienza istologica

L’istologia riconosce come proprio padre fondatore il barone Albrecht von Haller (1708 – 1777) ma sin dall’inizio del Diciannovesimo secolo si restò molto lontani dalla scienza istologica moderna.
Lo studio, l’analisi e l’osservazione delle cellule che compongono i tessuti nacque infatti solo nella metà del XIX secolo, nel 1838, quando Matthias Jacob Schleiden e Theodor Schwann, riconobbero nella cellula la principale unità strutturale e funzionale fondamentale degli esseri viventi.
A questa nuova scienza, naturalmente, contribuì grandemente lo sviluppo e la sempre maggior chiarezza e precisione del microscopio.
Da questa scoperta fondamentale si sviluppò la scienza istologica, l’analisi e la classificazione dei tessuti.

Share.

About Author

Leave A Reply