La cessione del quinto per invalidi civili è una modalità particolare di restituzione di un prestito che viene concessa ai lavoratori dipendenti o ai titolari di pensione: gli importi dovuti sono trattenuti direttamente dalla busta paga o dal cedolino INPS.

Tra i titolari di pensione ammessi ci sono anche alcune categorie di invalidi, vediamo quali e come funziona la cessione del quinto per loro.

La pensioni di invalidità è sempre ammessa a questa formula di finanziamento?

Con il termine pensione di invalidità, in realtà, si intendono tanti e diversi tipi di prestazioni sia previdenziali (connesse quindi con requisiti di contribuzione e anzianità), sia assistenziali (legate ad uno stato di bisogno connesso alla salute del soggetto).

Sono tutte erogate dall’Inps, ma sono molto diverse tra loro e non tutte sono ammesse alla cessione del quinto.

Quali sono le prestazioni di invalidità ammesse alla cessione del quinto?

Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro e distinguere le finalità per cui l’INPS eroga tali prestazioni.

Se una prestazione viene erogata indipendentemente dal pagamento di contributi, significa che si tratta di una prestazione necessaria al sostentamento della persona che potrebbe essere non autosufficiente o gravemente invalida ed essere quindi, impossibilitata a lavorare.

Queste prestazioni, dette assistenziali, hanno importi predeterminati e non sono cedibili, nè pignorabili, nè sequestrabili. Non possono quindi essere ammesse a garanzia di un prestito con la cessione del quinto. Tra queste prestazioni escluse, ci sono ad esempio: l’assegno mensile di invalidità (erogato a soggetti con un’invalidità accertata tra il 67% e il 99%), la pensione di inabilità civile (riconosciuta ai soggetti con invalidità al 100%) e l’indennità di accompagnamento (erogata per soggetti non autosufficienti).

Altre prestazioni di invalidità, al contrario, possono essere garanzia di un prestito con la cessione del quinto: sono quelle che hanno carattere previdenziale e sono, quindi, connesse e commisurate all’ammontare dei contributi versati. Tra queste ci sono: l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità ma anche l’assegno ordinario privilegiato di invalidità e la pensione privilegiata di inabilità, questi ultimi erogati nel caso in cui l’invalidità sia dovuta a causa di servizio.

Ulteriori dettagli in proposito possono essere letti sulla Circolare dell’Inps n.91, del 31 maggio 2007, proprio in tema di cessione di una parte della pensione.

Se sono titolare di una delle pensioni ammesse, riceverò sicuramente un prestito con la cessione del quinto?

La caratteristica principale della cessione del quinto, valida anche per gli invalidi, è che l’importo della rata del prestito non sia superiore ad un quinto della pensione, al 20% quindi.

L’importo cedibile viene calcolato sulla pensione al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e c’è un limite che non deve essere superato. La quota restante della pensione, ovvero i 4/5, non può essere inferiore all’importo della pensione minima, stabilito annualmente dalla legge. Per il 2017 questo limite è pari a 501,89€.

La normativa sulla cessione del quinto prevede anche che ogni prestito abbia una durata massima di 10 anni e ogni banca/finanziaria ha la facoltà di scegliere fino a che età ammettere un richiedente.

Questo significa che l’importo massimo erogabile non è sempre a scelta del richiedente, ma è funzione – oltre che delle politiche della banca cui ci si rivolge – anche dell’importo della pensione e dell’età del cittadino.

Nel caso in cui la prestazione di invalidità abbia la caratteristica di essere temporanea, ovvero erogata solo per un periodo di tempo determinato, il prestito non potrà avere data di scadenza maggiore della data in cui è prevista la sospensione dell’erogazione. In caso di rinnovo della prestazione, sarà possibile chiedere un’altra somma.

La banca fa altre verifiche?

Certamente, la banca, alla ricezione della domanda, inizia le pratiche di valutazione del merito creditizio del richiedente.

Vista la particolarità della modalità di rimborso prevista per questo tipo di prestito, la cessione del quinto è adatta anche a coloro che hanno avuto, in passato, problemi di insolvenza o segnalazioni nelle banche dati sulla regolarità dei pagamenti.

La banca o l’intermediario finanziario a cui si fa la richiesta, non chiederà di conoscere le ragioni per cui si chiede il prestito, nè controllerà se e dove verranno spesi gli importi prestati.

Ci sono altre limitazioni?

Il prestito con la cessione del quinto prevede la stipula di una polizza assicurativa obbligatoria che tuteli la banca, e quindi anche la famiglia del debitore, restituendo il prestito integralmente in caso di morte.

L’ultima parola spetta quindi alla compagnia di assicurazione che richiede di visionare tutta la documentazione medica e decide se concedere o meno la copertura assicurativa caso morte al richiedente invalido.

Non vi sono regole o requisiti normativi definiti e standardizzati: ogni compagnia di assicurazione ha la facoltà di scegliere se accettare di assicurare la vita di un cittadino e quanto far pagare di premio. Ammesso che l’assicurazione accetti il rischio, farà pagare un premio maggiore nei casi di invalidità più gravi ovviamente.

Come si fa la domanda di prestito?

Per richiedere un finanziamento con la cessione del quinto servono pochi documenti e in qualche giorno si ha una risposta: bastano i propri dati anagrafici, l’ultimo cedolino della pensione e la comunicazione di cedibilità della pensione.

Si tratta di un documento rilasciato da qualsiasi ufficio dell’INPS che comunica l’importo massimo della rata, compatibile con il totale della pensione erogata.

Nel caso ci si rivolga a banche o istituti convenzionati con l’INPS, questo documento viene richiesto automaticamente, in caso contrario va richiesto personalmente all’Ente e consegnato alla banca insieme agli altri documenti.

Sarà la banca a contattare il richiedente per avere la documentazione medica dell’invalidità, e sarà richiesta dall’assicurazione.

L’INPS può opporsi alla cessione del quinto per gli invalidi?

Se il pensionato è titolare di una pensione ammessa a garanzia per la cessione de quinto e se l’importo della pensione che rimane dopo il pagamento della rata mensile è superiore al limite minimo fissato, l’INPS non può opporsi. E’ infatti tenuta a ripagare il debito trattenendo lei stessa l’importo dovuto dalla pensione, gratuitamente e anzi, ha anche obbligo di comunicare alla banca ogni evento rilevante, come ad esempio, l’aumento o la cessazione della prestazione.

Quanto costa un prestito con la cessione del quinto per un invalido?

La normativa sulla trasparenza bancaria tutela tutte le persone che contraggono finanziamenti e precisa le informazioni che devono essere obbligatoriamente comunicate ai richiedenti.

Le banche e le finanziarie che erogano i prestiti indicano sia nel contratto sia nel preventivo, il tasso annuo nominale praticato sul finanziamento (il TAN) e anche il tasso annuo effettivo praticato (TAEG) calcolato considerando tutti gli addebiti previsti, come ad esempio i costi di istruttoria e i costi per la polizza assicurativa.

Sono decine i siti internet, detti comparatori, che confrontano diverse offerte di mercato e permettono di rendersi conto dei tassi medi applicati.

La cessione del quinto è uno strumento che può essere sfruttato anche da alcuni soggetti invalidi per richiedere somme e liquidità a sostegno della propria situazione finanziaria.

 

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