Tutti noi finiamo per commettere errori sul blog da cui cerchiamo di imparare. Ammetto di averne commessi molti dal 2007, anno in cui esordii nella blogosfera.

Errore 1. Non sai chi è il tuo pubblico

A chi è destinata tutta l’informazione che pubblichi sul tuo blog? Spero tu lo abbia ben chiaro in mente. Qualora non fosse così, ti invito a fermarti e riflettere. Come te, gran parte di coloro che aprono un blog per fare business non sanno a quale pubblico rivolgersi. In una strategia dei contenuti è fondamentale prima individuarlo e poi parlargli.

Definisci chi sono i tuoi clienti. Come sono, quale abitudini hanno, i loro obiettivi e interessi.

Errore 2. Non sai cosa raccontare al tuo pubblico

Ho una domanda per te: Come fai a sapere cosa cerca il tuo pubblico sul web se non hai identificato chi sono i tuoi lettori?

Per sapere cosa raccontargli, devi definire chi sono le persone alla quale ti rivolgi. L’assenza di ispirazione per creare contenuti per il tuo pubblico non sarà un problema se saprai quale sono le loro necessità.

Errore 3. Non sei costante

Pubblicare frequentemente apporta molti benefici al tuo blog. Puoi ad esempio attrarre più traffico e lettori. Google ama la frequenza di pubblicazione. I lettori fidelizzati non aspettano altro.

Con la pratica apprenderai come scrivere in minor tempo. Se non puoi farlo tutti i giorni, cerca quantomeno di rispettare un calendario editoriale. A volte anche un solo articolo a settimana è sufficiente. Ma deve essere un grande contenuto!

Errore 4. Non hai un blog web mobile

Adattare il tuo blog ai differenti formati, migliora l’esperienza dell’utente. Il numero di coloro che consultano i contenuti in rete attraverso i dispositivi mobile è in forte crescita. In alcuni casi superano addirittura quelli fissi. Lo vedo tutti giorni dalle statistiche dei blog che seguo. Smartphone e tablet sono in costante crescita.

Approfittante per regalare al tuo pubblico la possibilità di poterti leggere ovunque senza ostacoli. Non è una scelta facoltativa. E’ un dovere!

Errore 5. Non farti “seppellire” da un numero eccessivo di parole

Decidi cosa trattare. Non pensare alla quantità ma alla qualità. Dilungati solo se necessario. Se devi argomentare qualcosa, prenditi lo spazio necessario ma evita i virtuosismi linguistici e le ripetizioni. A volte un contenuto esaustivo non è composto esclusivamente di parole. Ricordati delle immagini e dei video. Oltre a questo anche la possibilità di incorporare nell’articolo gli status di Twitter, Facebook e Google+.

Errore 6. Non parlare troppo della tua azienda

I blog aziendali di scarso interesse, tendono a parlare troppo di se stessi. Non è la prima volta che suggerisco di concentrarsi esclusivamente sulle necessità dei lettori (cliente).

Raccontagli fatti, problemi, benefici che riconducono alla tua azienda. Fai in modo che autonomamente cresca in loro il bisogno di contattarti. Ma prima fai emergere la tua competenza, le tue soluzioni, il tuo reale interesse nel risolvere i loro problemi.

Errore 7. Non incontrare il tuo pubblico

Gli incontri fuori dal blog possono avvenire in due modi. Restando nel virtuale dando modo ai lettori di leggerti anche altrove (social media). Ma anche creando, quando possibile, dei reali incontri sfruttando sempre l’aspetto online.

Errore 8. Non essere originale

Non c’è bisogno che te lo dica. La rete è stracolma di informazioni. Replicarle è assolutamente inutile soprattutto quando vieni dopo un certo numero di altri blogger.

Non sei tenuto a seguirli. Non devi conformarti alla loro linea editoriale soltanto perché ti fa sentire più sicuro. Scrivi secondo una tua prospettiva. Offri qualcosa di differente. Non essere l’ombra di qualcun’altro.

Errore 9. Non fare email marketing

In un recente studio si evince come le email hanno una penetrazione maggiore rispetto ai social media. Più del 75% dei consumatori preferisce ricevere offerte e informazioni pubblicitarie mediante posta elettronica. Se hai scelto di aprire un blog per sostenere la tua attività commerciale, il tuo obiettivo è costruirti una lista di potenziali acquirenti.

Errore 10. Non collaborare

Non c’è peggior errore. A molti costa collaborare o condividere con qualcuno dello stesso settore. Personalmente non comprendo questo timore. Attraverso una collaborazione ne usciamo tutti arricchiti. Il networking esiste da moltissimo tempo e permette di connettere le persone che creeranno il futuro.

Che cosa succede ai blog abbandonati?

Più passa il tempo e più mi convinco che un blog è fondamentale per aziende e professionisti. Mentre questi devono convivere assieme per il raggiungimento di un fine comune, in rete vedo siti personali e blog abbandonati a favore dei social apparentemente meno impegnativi.

E’ difficile scrivere su un blog. Non è così semplice come spesso viene professato. Scegliere l’argomento da indagare, sviluppare l’idea, trovare una foto senza violare alcun diritto di proprietà, revisionare il post, pubblicarlo, moderare, conversare. Come vedete è un gran lavoro. Nessuno strumento faciliterà il processo soprattutto dopo aver (finalmente) compreso che un blog aziendale non è un sito che raccoglie i comunicati stampa.

Oggi esistono tanti semplici modi per comunicare in varie forme. Mentre su Facebook possiamo scrivere brevi o lunghi status, gli studi ci dicono che quest’ultimi riscuotono un minor coinvolgimento. A volte formato e semplicità tradiscono le aspettative.

Molti servizi ci ricordano che il tempo è denaro e sui social ne perdiamo molto procrastinando. Diverso il discorso per la blogosfera in quanto leggere un blog implica una chiara intenzione e un coinvolgimento consapevole.

Facciamo qualcosa: 3 soluzioni

  • La “soluzione minimalista” sarebbe eliminare tutto e lasciare solo il proprio avatar con alcuni pulsanti verso i profili sociali (ad esempio about.me).
  • La “soluzione facilitata” invece è un’identità online decentralizzata dove basta aggiungere soltanto valore all’ecosistema come “ospite”. Quindi essere presenti solo sui social che – vi ricordo – non saranno mai una vostra proprietà.
  • La “soluzione rassegna stampa personale” è un luogo (hosting e dominio) di proprietà dove mostrare un life stream dei vostri profili sociali.

Una cosa è certa. Un blog non aggiornato comporta due azioni: abbandonarlo a un triste destino (la chiusura) oppure convertirlo in qualcos’altro. Qual è la vostra soluzione?

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